Nata nel 2007, per insistenza
La vigna non era nei piani. Rino coltivava ortaggi e frutta da più di trent'anni e il vino non c'entrava niente. Poi Roberta ha insistito, e nel 2007 abbiamo piantato.
È la parte più giovane dell'azienda ed è anche quella che ci ha fatto imparare di più.
Le uve
Due sole uve, entrambe a bacca rossa: Syrah e Cabernet Sauvignon.
Biologiche come tutto il resto dell'azienda, stessa certificazione e stessi controlli. Quantità piccole, vinificazione in acciaio, nessun passaggio in legno.
Gli anni delle bottiglie
Nel dicembre 2011 abbiamo imbottigliato per la prima volta. Nacquero così tre etichette: il Domus da Cabernet Sauvignon, il Castrum da Syrah e il Ninfeo da Malvasia del Lazio.
Sono stati anni intensi. Nel 2012 siamo andati al Vinitaly di Verona e la Provincia di Latina ci ha dato il Seme d'oro per la filiera vitivinicola. Nel giugno 2013, da un incontro con dei buyer stranieri, è partito il nostro primo export: un contratto con un importatore di Hannover, in Germania.
Nel novembre 2013 il Domus 2011 ha ricevuto il Top Hundred Wines di Paolo Massobrio e Marco Gatti a Golosaria Milano, il riconoscimento che premia i cento migliori vini dell'anno. La guida Bibenda ci ha assegnato 4 grappoli al Castrum nel 2014 e 4 grappoli sia al Castrum che al Domus nel 2015.
Nello stesso dicembre Roberta ha ricevuto il Premio Immagine di Latina.
Oggi si compra sfuso
Abbiamo scelto di lasciare la bottiglia e tornare allo sfuso. È una scelta aziendale, non una rinuncia: su una vigna piccola come la nostra, quello che si spende in vetro, tappi ed etichette è tempo e denaro che preferiamo lasciare nella vigna e nella cantina.
Il vino è lo stesso di sempre, dalle stesse uve e con la stessa certificazione biologica. Lo trovi in azienda tutto l'anno, in confezioni da 1, 3 o 5 litri.
Se vuoi assaggiare prima di prendere, chiedi: la bottiglia aperta c'è quasi sempre.

